Le News
(a cura di John Blaz)
19-7-2007
È FATTA!
IL GALE TORNA A PESCARA
Andrea Camplone allenatore, Giovanni Galeone consulente tecnico, Ricky Massara allenatore in seconda: è questa la triade che cercherà di riportare passione e credibilità al calcio pescarese. A partire dal ritiro di Caramanico, dal 24 luglio.
dal sito www.pescaracalcio.com
La Pescara Calcio S.p.a. comunica che il nuovo allenatore della Prima Squadra è il sig. Andrea Camplone.
La società si avvarrà della collaborazione del sig. Giovanni Galeone in qualità di consulente tecnico, che a distanza di sette anni torna nell'organico biancazzurro.
Il Presidente Massimiliano Pincione a nome di tutta la società, porge il benvenuto al sig. Camplone e al sig. Galeone e augura ad entrambi il più sincero buon lavoro in vista dell’imminente inizio della stagione ufficiale.
21-12-2006
VITTORIA A BERGAMO
Grandissima prova dell'Udinese, nel turno infrasettimanale di mercoledì sera. Dopo la bella vittoria col Cagliari, frutto di un gioco spumeggiante nonostante una ripresa disputata in inferiorità numerica, ecco un'altra vittoria: a Bergamo, in rimonta e, ancora una volta, con un uomo in meno. Stavolta c'è tutto per poter dire che l'Udinese è uscita dalla crisi: non soltanto il gioco e la sicurezza nell'organizzazione dei reparti, ma anche carattere, tecnica e fortuna. Contro un avversario ottimo sotto tutti i punti di vista, che sa fare gioco grazie alla presenza di un grandissimo atleta come Cristiano Doni, l'Udinese e il Gale sembrano finalmente essersi buttati alle spalle le insicurezze, le magagne, le avversità dialettiche, gli scontri caratteriali degli ultimi due mesi: dal cambio degli allenatori in seconda (Zanutta ed Allegri, benvenuto!, al posto di Trombetta), ai malumori dello spogliatoio finiti sulle pagine dei giornali, alle provocazioni verbali di Pozzo implacabilmente amplificate. Via tutto, l'Udinese è tornata in zona Champions e Galeone dimostra ancora una volta di essere capace di sovvertire da solo le situazioni complicate, di saper far crescere con sapienza una squadra giovanissima e perciò immatura. L'Udinese è potenzialmente molto forte, ma tutta da sviluppare tecnicamente e caratterialmente: Galeone sa come farlo, sul campo e fuori, col lavoro tattico tecnico e dialettico. Ed ora, sabato, tocca al Milan...
Chiosa finale di Gianni Mura, dalle pagine di «Repubblica»: «La serata non dice bene ai presidenti che parlano tanto per parlare. Guidolin continua a demolire il Palermo: 4-0 all'Ascoli. Galeone continua a sbagliare formazione, infatti l'Udinese in 10 vince solo 2-1 a Bergamo».
17-12-2006
UDINESE-CAGLIARI 3-1
Una vittoria strepitosa, nell'anticipo serale contro il Cagliari, per cancellare discussioni e brutti pensieri; una vittoria netta e meritata, spettacolare e garibaldina, frutto della splendida intuizione del Gale, capace di giocare con tre punte nonostante l'inferiorità numerica dalla fine del primo tempo (espulsione sciocca e nervosa di Muntari). Una vittoria rasserenante e scacciacrisi? Nemmeno per sogno. Nel dopopartita tengono banco le dichiarazioni provocatorie di Pozzo che, ai microfoni dei giornalisti, dice: «Ogni qualvolta il tecnico utilizza Muntari nel ruolo di regista questi si fa espellere; per non parlare di Felipe che viene utilizzato nel ruolo di terzino sinistro che non è il suo. Ma Galeone è anche fortunato, oggi Felipe si è sentito male e ha giocato Dossena. Aggiungo che per il brasiliano è un periodo difficile, è fuori condizione e nel ruolo di quarto difensore a sinistra è impresentabile. Comunque Galeone è fatto così e ce lo teniamo, solo lui poteva iniziare il secondo tempo con tre punte pur in inferiorità numerica». Una tiratina d'orecchi ed una strizzatina d'occhi, nel puro stile di Pozzo. Galeone ribatterà punto su punto, abituato ai pungoli del suo patron...
01-12-2006
DOVE FINISCE LA NEVE
Lo sappiamo che, a
rigor di logica, questo pezzo non dovrebbe apparire qui, eppure
è vero che ci sono giorni in cui la logica può andare a farsi
fottere. Questo è uno di quelli.
Chi è appassionato di calcio, e dunque si presume anche i
visitatori di questo sito, avrà saputo che da un paio di
giorni Enrico Catuzzi non è più con noi. Qualche articolo sui
quotidiani sportivi, qualche riga su quelli nazionali, un paio
di spunti su internet, un minuto di raccoglimento sui vari campi
di A e B che hanno salutato, ai tempi, le squadre di Catuzzi e
poi buonanotte ai suonatori. In realtà, Catuzzi non era più tra
noi da un pezzo. Da cinque anni almeno: tanto è il tempo che è
passato dall'ultima volta che il tecnico di Parma s'è seduto su
una panchina. Di Sofia, oltretutto, in Bulgaria. E, nelle
stagioni precedenti, qualche mese vagabondo a Pistoia, Como,
Acireale. Adesso che, a soli 60 anni, l'assenza di Catuzzi è
diventata definitiva, abbiamo ascoltato piangere molti amici
dell'allenatore che, per primo, impostò la zona in Italia.
Bravi, giusto. O forse no. Perché Catuzzi, comunque, non
lavorava più.
Chi lo ha seguito nella sua carriera, sa quanto Catuzzi fosse
un entusiasta del suo lavoro. Uno che credeva in sé, nei
giovani, nel calcio e nelle sue idee innovative. Leggenda vuole
che Catuzzi avesse cominciato a dare mostra di sé mentre era
militare alla Cecchignola, a Roma, compagno d'armi di Zoff e
Gigi Riva: già allora, sui campi del servizio di leva, ventenne
tra i ventenni, cercava di educare i suoi compagni alla verità
del "gioco totale". Pure Catuzzi era un profeta. Come il Gale,
come Sacchi.
I primi passi come tecnico li aveva fatti a Palermo, come
secondo di Nando Veneranda, maestro delle ripartenze. Era la
metà degli anni '70: allenatore della primavera rosanero era
Zdenek Zeman. Insomma, avrete capito tutto: nasceva allora il
calcio che ci piace.
E Catuzzi - come Zeman, come Veneranda - ci piaceva
particolarmente, perché era un vincente destinato alla
sconfitta. La sua carriera ha fatto epoca, se fosse nato ad
Hollywood invece che a Parma, Catuzzi sarebbe diventato uno
splendido soggetto per un film. Meraviglioso addestratore di
giovani, all'inizio degli anni '80 aveva costruito il Bari più
bello di sempre: con un gruppetto di ventenni autoctoni,
nell'81-82, perse la promozione in serie A per un punto, dopo
una svista arbitrale (Agnolin, contro il Pisa); l'anno dopo, con
la stessa formazione, fu cacciato con la squadra all'ultimo
posto, sostituito da Radice che retrocesse prontamente in C1;
nell'85-86, alla guida di un Pescara tra i più scombinati di
sempre, falcidiato dal calcioscommesse, retrocesse a 4' dalla
fine del campionato, sconfitto in casa dalla Triestina dopo
essere stato in vantaggio e sorpassato dal Palermo del mentore
Veneranda; ritornato a Bari, mancò per due anni consecutivi la
promozione alla penultima giornata; costretto a ripartire da
zero, dalla primavera della Lazio, dalla serie C di Pesaro e
Leffe, riemerse come un'araba fenice nel '94-95, quando fu
chiamato da Peppino Pavone a Foggia, in serie A, a raccogliere
l'eredità di Zeman.
E qui, finalmente, questo tecnico schivo e modesto, conterraneo
e coetaneo di Sacchi, sembrava aver trovato
l'occasione di una vita: il suo Foggia di ragazzini, appena
appena corretto dalla qualità di Kolyvanov, vinceva
dappertutto, giocava un calcio da Dio ed alla fine di un girone
d'andata da brividi si trovava a lottare per la zona Uefa ed a
correre allegramente in Coppa Italia: 24 punti in 17 partite nel
primo campionato da tre punti, la qualificazione agli ottavi
assicurata, il sogno di una "Catuzzilandia" a portata di mano e
finalmente tutti, ma proprio tutti, a chiedersi dov'era stato
negli ultimi anni questo maestro silenzioso. Maestro di calcio e
di educazione. Solo che Catuzzi era Catuzzi, ed il destino se lo
ricordò tutto insieme. Seppellito con sette gol proprio dalla
Lazio di Zeman, il Foggia si sgretolò nei mesi d'inverno,
perdendo un giocatore dietro l'altro: si arrese nelle semifinali
di Coppa Italia ad un passo dall'Europa e rotolò in serie B,
quasi senza accorgersene, in un torpido pomeriggio di tarda
primavera.
Catuzzi ed il calcio italiano si salutarono lì. Nessuno credette
più in lui, travolto da qualcosa di inesprimibile. Rimase un
anno fermo, rifiutò un'offerta del Modena perché non credeva
nella dirigenza, salvò dalla C2 una Pistoiese tra le più tristi
di sempre. Poi scomparve, tra Como, Acireale e Sofia,
inghiottito dalle bizze di Preziosi, dall'improbabilità di un
calcio che non era più suo.
Rimase il ricordo delle sue idee, la sua zona divertente ma più
difensiva di quella di uno Zeman o di un Galeone. Le diatribe
dialettiche con lo stesso Galeone, che a Pescara raccolse la sua
eredità e con una squadra di diciottenni destinata alla C1
conquistò la serie A. Gli incroci e gli accostamenti con Sacchi,
Galeone, Zeman. I tanti calciatori lanciati in oltre venticinque
anni di addestramento: Marazzina, Loseto, Caricola, Legrottaglie.
Ed ora, su un piano più personale, ci rimarrà anche solo il
ricordo di lui. Che, lo sappiamo, si farà sempre più sfocato,
sempre più sbiadito. È la legge del tempo. È la legge che regola
il mondo. Ci rimarrà in testa l'immagine di Catuzzi, in tuta,
subito dopo la vittoria del Foggia contro la Juventus di Lippi.
Raggiante e timido, insieme. Sembrava l'inizio di una favola:
era la fine della storia.
Per noi che siamo nati con il calcio - e con il calcio di
Catuzzi e Veneranda, Bolchi e Ulivieri, Riccomini e Trapattoni,
Liedholm e Vinicio, Galeone e Ivic, Ferrari e De Sisti,
Marchioro e Fascetti - è un altro fiocco di neve inghiottito nel
ghiaccio della nostra memoria.
Perché il calcio è sempre quello e di quello non è rimasto più
nulla, perché viviamo la vita nel presente e non ci accorgiamo
che è già passato.
Giocando coi nostri sogni, cullando la nostra adolescenza,
aspettavamo Catuzzi su un'altra panchina, sognando una sua
ennesima resurrezione sportiva. E d'improvviso ci ritroviamo a
dover sognare una ben altra resurrezione.
Ciao Enrico.
22-10-2006
UDINESE-INTER 0-0
Non riescono a
superarsi Udinese e Inter nella partita principale della settima
giornata di serie A. Ma la partita è stata molto più divertente
di quanto evidenzi il risultato e, soprattutto nei primi venti
minuti del secondo tempo, caratterizzata da continui
ribaltamenti di fronte. L'Udinese è partita molto forte e poi ha
sofferto (non troppo) l'Inter nel finale, ma ha mostrato in
generale un equilibrio ed un ordine tattico sempre poco
riconosciuti a Galeone. La squadra ha la porta imbattuta nella
gare interne e la seconda difesa del campionato: per un
allenatore offensivista come il Gale, un piccolo fiore
all'occhiello. Ma soprattutto la sensazione di aver costruito
molto bene la sua squadra, giovanissima e priva di grandi
ricambi (anche ieri, senza Felipe, Muntari e Asamoah, c'era una
panchina liceale ed una formazione con due giocatori appena
rientrati e giù di condizione).
A fine partita, i complimenti migliori per il tecnico, arrivano
dal suo soddisfatto presidente, Pozzo: «L'allenatore ha
preparato bene la partita, disponendo ottimamente la squadra in
campo. Pur con tanti giocatori offensivi non si è mai perso
l'equilibrio tattico. Questa è la mentalità che andiamo
ricercando da tempo, raggiungibile solo attraverso lo spirito di
sacrificio di tutti i giocatori».
15-10-2006
PARMA-UDINESE 0-3
Il cuore del Gale fa le bizze e spaventa tutti, tifosi amici e semplici appassionati di calcio, ma la sua Udinese gioca a memoria ed esce trionfante dal Tardini: ancora tre gol in trasferta, ancora in rete Iaquinta, capocannoniere del campionato. Il Parma è una squadra veramente debolissima, oltretutto minimizzata dagli infortuni (fuori Bucci, Cardone, Couto, Dedic tra gli altri), ma l'Udinese ha giocato senza mezza difesa (fuori Natali dall'inizio, fuori Felipe dopo appena un minuto gioco) e con un'età media generale bassissima. Nonostante questo (o forse proprio per questo) grande entusiasmo ed una facilità di gioco impressionante. Alla fine tutto bene: la squadra è quarta in classifica, a tre punti dal primo posto, ed il malore di Galeone si risolve in poche ore. Grandi attestati di stima e di affetto da parte di tutti, ma il migliore è proprio quello di Stefano Pioli, allenatore del'odierna squadra avversaria: «È un personaggio che secondo me fa bene al calcio, perché trasmette alle sue squadre la giusta mentalità di amore per il gioco. E la sua Udinese mi ricorda un po' il bellissimo Pescara che proprio lui portò in serie A». Grazie a Pioli ed in bocca al lupo al Gale. Perché domenica c'è l'Inter...
1-10-2006
UDINESE-ASCOLI 0-0
Non riesce l'Udinese a cogliere la seconda vittoria consecutiva: contro l'Ascoli rimane in canna il colpo che l'avrebbe portata solitaria al quarto posto, invece che con la bella compagnia siculo-toscana. Di sicuro non una partita divertente, contro l'Ascoli dell'ex Tesser, ma di sicuro anche una partita come ne capitano nell'arco di un campionato: se nella stessa giornata il Milan si fa bloccare in casa dal Siena e l'Inter a Cagliari, perché l'Udinese non dovrebbe trovare difficoltà contro l'Ascoli (che, tra l'altro, aveva già seriamente impegnato il Milan a S. Siro dieci giorni fa). C'è stato un po' di appannamento da parte del tridente, nel primo tempo si sono sbagliate due ottime occasioni davanti alla porta (Pinzi e Muntari) e comunque il difetto dell'Udinese è proprio questo: un ottima squadra ma senza ricambi, con un gruppo di giovanissimi in panchina. Il rientro, nel finale, di due calciatori importanti come D'Agostino e Barreto potrebbe significare per Galeone la possibilità di variare un po' di più gli uomini e permettere di rompere un po' il fiato a qualche giocatore. La sosta di domenica arriva a proposito. Con il quarto risultato utile consecutivo, comunque.
22-9-2006
SAMPDORIA-UDINESE 3-3
Uno spettacolo durato un tempo, quello messo in scena dall'Udinese di Galeone allo stadio Marassi di Genova. Per 43' una sola squadra in campo, un gioco scintillante ed un vantaggio di tre gol anche piuttosto stretto, se si pensa alle occasioni fallite da Di Natale e Iaquinta. Poi, il gol di Delvecchio all'ultimo minuto del primo tempo cambia completamente la partita: come tutte le squadre di Novellino, anche questa Sampdoria, con grinta e tigna recupera il risultato nel secondo tempo, approfittando del calo dei bianconeri e degli errori individuali dei giocatori. Rammarico o (moderata) soddisfazione al termine di una partita così? Certamente la sensazione di un'occasione persa, ma anche la consapevolezza che questa squadra ha grandi potenzialità e margini di miglioramento. Per ora sconta la gioventù, l'inesperienza ed il ritardo fisico di alcuni giocatori importanti: ma il gioco fatto vedere nel primo tempo è un'anticipazione straordinaria di quello che potrebbe essere l'Udinese di Galeone nei prossimi mesi.
02-09-2006
BOLOGNA-UDINESE 2-2
BOLOGNA (4-2-3-1):Antonioli (1’ st Colombo); Brioschi (32’ st Vincenzi), Terzi (1’ st Torrisi), Castellini (14’ st Mezzano), Costa (14’ st Smit); Mingazzini (1’ st Filippini), Amoroso (1’ st Morosini); Nervo (14’ st Pellecchia), Meghni (28’ st Cortesi), Zauli (14’ st Fantini); Marazzina (1’ st Della Rocca L.). All.: Renzo Ulivieri
UDINESE (4-3-3):De Sanctis (1’ st Paoletti); Zenoni (14’ st Vargas), Natali, Zapata, Dossena (14’ st Gerardi); De Martino (3’ st Surraco), Aguilar, (40’ pt Siqueira) Pinzi; Asamoah, Iaquinta (19’ st Laureto), Osso (40’ pt Virtanen).
All.: Giovanni Galeone
ARBITRO: Bertini di Arezzo (Bianchi, Chiocchi)
MARCATORI: pt 12’ Zauli (Bo), 23’ Amoroso (Bo), 30’ Iaquinta (Ud); st 23’ Pinzi (Ud, rig)
IL FILM DELLA PARTITA
PRIMO TEMPO
8’ Cross di Meghni dalla trequarti destra, De Sanctis in uscita alta anticipa Marazzina.
12’ Bologna in vantaggio. Meghni converge palla al piede al limite dell’area, salta due uomini e cerca di liberarsi per il tiro, ma la difesa respinge. La palla finisce nella zona di Zauli che da fuori area insacca nell’angolino basso alla sinistra di De Sanctis.
15’ Iaquinta ci prova dal vertice destro dell’area: palla abbondantemente alta sulla traversa difesa da Antonioli.
20’ Bel cross di Brioschi dalla destra, a centro area Meghni, pronto per il colpo di testa da buona posizione, è anticipato di un soffio.
22’ Conclusione potente di Iaquinta dal versante destro dell’area: Antonioli blocca in presa bassa il diagonale del campione del mondo.
23’ Raddoppio del Bologna con Amoroso, applauditissimo. Marazzina porta avanti l’azione sulla destra e cede ad Amoroso che dribbla un avversario, entra in area e insacca il pallone del 2-0.
26’ Bella giocata di Nervo che riceve da Meghni e crossa per Marazzina che stoppa e gira: palla alta sulla traversa.
28’ Tentativo di Asamoah: diagonale controllato da Antonioli.
30’ Osso ruba palla al limite dell’area rossoblù e la gira a destra per Iaquinta: il suo tiro viene deviato spiazzando Antonioli, che osserva la palla insaccarsi in rete. L’Udinese dimezza le distanze.
39’ Conclusione di Asamoah dal limite dell’area: palla di poco a lato del palo alla destra di Antonioli.
40’ Nell’Udinese, Virtanen e Siqueira in campo al posto di Osso e Aguilar.
SECONDO TEMPO
1’ Nel Bologna cinque sostituzioni: Antonioli per Colombo, Torrisi per terzi, Morosini per Amoroso, Filippini per Mingazzini, Della Rocca per Marazzina. Nell’Udinese, Paoletti rileva De Sanctis.
3’ Nell’Udinese, dentro Surraco al posto di De Martino.
10’ Ottima azione di ripartenza da parte del Bologna: l’ultimo passaggio, col contagiri, è di Zauli, ma Meghni non conclude di prima intenzione e viene contrastato efficacemente da Zapata.
13’ Punizione di Meghni dai venti metri: palla alta di poco sulla traversa.
14’ Altri quattro cambi decisi da Ulivieri: Smit entra per Costa, Mezzano per Castellini, Fantini per Zauli, Pellecchia per Nervo. Nell’Udinese entrano Vargas e Gerardi al posto di Zenoni e Dossena.
19’ Nell’Udinese, Iaquinta lascia il posto a Laureto.
23’ Rigore concesso con eccessiva severità da Bertini all’Udinese: Brioschi tocca involontariamente con un braccio un pallone innocuo. Dal dischetto, Pinzi trasforma impeccabilmente riportando il risultato in parità: 2-2.
25’ Ottima azione personale di Morosini che salta un uomo a metà campo e si invola verso l’area bianconera: la sua bella conclusione di destro è respinta con bravura da Paoletti. Bologna vicino al nuovo vantaggio.
26’ Siqueira ingaggia un duello in area con Torrisi e va al tiro da posizione defilata: Colombo protegge il primo palo e devia in corner.
28' Meghni lascia il posto, tra gli applausi, a Cortesi.
30’ Cross di Vargas dalla destra, sul versante opposto Siqueira conclude al volo ma trova la splendida respinta di Colombo che in tuffo manda in corner.
32’ Nel Bologna, Vincenzi rileva Brioschi.
33’ Conclusione di Surraco dall’interno dell’area: Colombo si distende e respinge il potente rasoterra.
38’ Veloce ripartenza di Pellecchia che ottiene l’uno-due da Filippini e va al tiro dal limite dell’area sfiorando il palo alla destra di Paoletti.
27-08-2006
DELUSIONE AD AREZZO
Esce dalla Coppa Italia l'Udinese, imbattuta ma vinta, dopo un'interminabile sequenza di rigori ad oltranza, dall'Arezzo di Conte e Pieroni. Dopo un buon primo tempo, controllato al seguito del vantaggio di Muntari, un secondo tempo opaco, forse condizionato dalla formazione incompleta e dalla distanza ravvicinata degli ultimi impegni (terza partita in una settimana) ma soprattutto dall'aggressività della squadra di casa, costa il passaggio del turno all'Udinese, raggiunta a tre minuti dalla fine su un calcio di rigore segnato in ribattuta. I secondi supplementari consecutivi nel giro di quattro giorni non hanno fruttato il nuovo vantaggio ed hanno consegnato i bianconeri ai rigori fatali.
Ecco la
dichiarazione di Galeone a fine partita: «Il rigore del pareggio
dell'Arezzo allo scadere era inesistente, non fischiano rigori
al 90' con questa facilità. Certo, ci ha condizionati, ma alla
fine è stato soltanto un episodio. E stava a noi vincere sul
campo.
C'è da dire che nel secondo tempo l'Arezzo ci ha schiacciati
letteralmente e noi gli abbiamo concesso il predominio del
campo, poi, inaspettatamente, anche sul piano fisico hanno
prevalso e ci siamo arresi ai rigori dove i miei migliori
rigoristi, Eremenko e Muntari, che in allenamento sono dei
cecchini, stasera hanno fallito dagli 11 metri». (www.arezzonotizie.it)
23-08-2006
ALBINOLEFFE-UDINESE 1-2 dts
Vince ancora
l'Udinese del nuovo corso galeoniano e lo fa nei supplementari
sul campo di un Albinoleffe coriaceo. Risolve
Pinzi, scandalosamente ignorato dal C.T. Donadoni, al 96°.
Prossimo appuntamento domenica 27, in trasferta, contro l'Arezzo
di Antonio Conte e del Direttore Sportivo Ermanno Pieroni, colui
che volle Galeone prima al Perugia e poi all'Ancona. Sulla
presenza di quest'ultimo, però, non siamo così certi, visto che
il suo nome non c'è nemmeno nell'organigramma presente sul sito
ufficiale della squadra...
19-08-2006
POKER A MELFI
L'Udinese travolge i gialloverdi lucani nel primo turno di Coppa Italia: le reti di Natali, Obodo e Di Natale (doppietta), tutte nel primo tempo. Grande inizio, sin troppo facile, e mercoledì il secondo turno, contro la vincente di Avellino-Albinoleffe.
18-08-2006
RIPARTE LA STAGIONE UFFICIALE
Riparte da Melfi la stagione ufficiale della nuova Udinese di Giovanni Galeone, ancora in fieri per possibili arrivi e partenze di nuovi giocatori. Riparte da Melfi, per il primo turno di Coppa Italia, contro un'ambiziosa squadra di serie C2 guidata dallo zemaniano Giacomo Modica, l'avventura di un Udinese che ha in gran parte confermato l'organico dello scorso campionato. Riparte da Melfi anche la stagione di Galeone, per la prima volta da sette anni alla guida di una squadra fin dall'inizio. Molte speranze, qualche ambizione, parecchia aspettativa per quello che sarà: c'è un piacevole fermento per tutti i sostenitori del Gale, in questi giorni. Nonostante l'orrore di un calcio sempre più screditato e screditabile, riformato senza essere rinnovato.