La vita


«Giovanni Galeone è nato a Napoli il 25 gennaio 1941 ma si è poi trasferito al Nord. Ha giocato nel Ponziana, nel Monza e nell'Udinese dove è rimasto per dieci anni concludendovi la carriera a 32 anni...per scommessa. L'Udinese giocava a Vicenza la promozione in serie B con il Parma. «Se perdiamo smetto» disse Galeone. L'Udinese perse 2-0 e quella fu la sua ultima partita. La sua carriera di allenatore inizia due anni dopo in serie D, nel Pordenone. Dopo un'esperienza con l'Adriese, sempre in serie D, frequenta il Supercorso di Coverciano. Nel '79 eccolo alla Cremonese dove viene esonerato dopo 15 giornate.
Nel 1981 torna all'Udinese per occuparsi del settore giovanile ma due anni più tardi lo ritroviamo in serie C1, chiamato dalla Spal. A Ferrara rimane per tre stagioni, anche se nella seconda gli capita di essere esonerato alla sesta giornata per essere poi riassunto alla dodicesima. Nel 1986, infine, arriva a Pescara e porta subito la squadra abruzzese (che era stata ripescata in B al posto del Palermo) alla promozione in A. Galeone è sposato con un'insegnante di lettere e ha interessi letterari. Fra le sue letture ci sono Camus, Sartre, Proust, Brecht. A volte si è addirittura portato in panchina un libro di poesie di Prévert. E' uno dei più agguerriti sostenitori del gioco a zona. Dice sempre quello che pensa, anche a costo di polemiche»: è questo il ritratto che la Gazzetta dello Sport (Galeone si porta «Prévert» in panchina, 15-10-1988) fa di Galeone alla vigilia dell'incontro tra Pescara e Milan, seconda giornata del campionato di serie A '88-'89, che mette a confronto i due Profeti della zona Galeone e Sacchi (Zeman è ancora di là da venire, naviga in B nel Messina). 


IO L'HO VISTO
Non ricordo mai facilmente le partite amichevoli, le ritengo inutili, ma una mi torna spesso in mente ed ogni volta è un piacere. Era il 1992, forse il '93, e sul mitico campo della gloriosa società sportiva Jolly Roma si è esibito proprio lui: il "profeta", in compagnia di altri campioni tra cui ricordo con piacere un Altafini sempre col "vizio". Tocco morbido e una classe superiore le caratteristiche del nostro che saltarono subito agli occhi del folto pubblico presente. Alla fine una grande prestazione, coronata da un gol su punizione che oggi diremmo alla Zidane ma io la preferisco ricordare coma una punizione "alla Galeone", palla sotto al sette e nulla da fare per l'esterefatto portiere avversario.

Damon Bailey


da IL GAZZETTINO, 26-4-2006

La lunga storia dei Neroverdi dal 1913 a oggi, tra retrocessioni e promozioni il ritorno in D
 
 
Pordenone
Di nuovo in D. Con il successo (1-0) a Gorizia della domenica delle palme (festeggiato domenica scorsa al Bottecchia dopo il 3-0 al Muggia) il Ramarro torna in D. Non è la prima volta che i neroverdi approdano nella più nobile categoria del calcio dilettanti. Anzi, la serie D è la categoria nella quale complessivamente il Ramarro ha più a lungo soggiornato.

ANNI RUGGENTI - Dopo le stagioni dei pionieri (dal 1913 al primo dopo guerra) la prima apparizione del Pordenone in D fu nel '52-'53. Iniziava l'era Cirielli-Zanussi, la più bella della storia neroverde. Anni ruggenti che videro partire da Pordenone verso la Juventus giocatori come Zigoni, Dianti, Bello, Filiputti, Prodocimo, Francescutto, Barile, Di Bon, Nadali e Della Pietra e di Magnetto verso il Milan. Nel '58-'59 i ramarri passarono in C dove rimasero sino al '63-'64.

IL FAMOSO SPAREGGIO- Nuova lunga militanza in serie D dal '64 al '79. Di quella lunga stagione rimane ancora vivio il ricordo dello spareggio con il Trento a Valdagno al termine della stagione '69-'70. Per raggiungere lo stadio dei Fiori fu messo a disposizione dei sostenitori neroverdi (4 mila!) un treno. Alla supersfida assistettero 10 mila persone. I ragazzi di Comuzzi (Fongaro, Iut, Piva, Rumiel, Bernardis, Varglien, Bertoia, Muzzin, Dal Balcon, D'Andrea, Di Giusto e Brigo) iniziarono bene sfiorando due volte il vantaggio, ma fu il Trento a passare prima con Scali poi con Babbo (rigore).

GALEONE NEROVERDE- Da Pordenone "salpò" in quel periodo (76-77) come tecnico anche Giovanni Galeone , che oggi sta portando l'Udinese alla salvezza. Con Ugo Caon alla presidenza, Adriano Buffoni in panca ed Ezio Vendrame in campo, il Pordenone venne promosso in C2 nel '79. Vi rimase per dieci stagioni.

BUM BUM PEPPINO - La retrocessione arrivò al termine della stagione '88-'89 (Moras presidente, Cancian allenatore). Fu l'inizio dell'era Bum-Bum Peppino, al secolo Giuseppe D'Antuono, importatore di tori. Quattro retrocessioni e un fallimento in tre anni (complice la ristrutturazione dei campionati): un record!

STORIA RECENTE - Con Rigo-Espanoli-Setten i Ramarri risalirono dalla Prima Categoria prima alla D e poi addirittura alla C2. Nuova parentesi grigia con il professor Mungari (Promozione) e finalmente la nuova rinascita con la "trasformazione" in Ramarro del Don Bosco seguita da due promozioni consecutive e la riconquista della serie D con Giampaolo Zanotel, Vittorio Anzovino e Claudio Canzian in sede e Gianni Tortolo in panca.

Dario Perosa